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Pinguino e Panda, ovvero l'esegesi delle fonti, senza scordare il Colibrì

15/09/2015
Partiamo da una storia che, meglio di mille definizioni, ci aiuta a capire cosa significa RICERCA, qual è la sua importanza e quindi l’importanza delle fonti. L’esegesi!

Gli algoritmi sono questo: l’esegesi delle fonti, l’interpretazione critica di testi. Ricordiamoci che la rete non è un mondo “altro”, è il nostro mondo attuale. Ma torniamo alla storia (www.google.it/intl/it/insidesearch/stories/). È la storia di Erik-Jan Bos del Dipartimento di Filosofia dell’Università di Utrecht, studioso di Cartesio, appassionato conoscitore della sua corrispondenza. Nel lavoro di ricerca, spiega, si ricercano dati specifi ci per cui bisogna esaminare una mole immane di documenti. Una sera, nello svolgere la sua periodica ricerca sulle lettere di Cartesio, si è accorto che il nono risultato era nuovo. Era lì, in prima pagina del motore di ricerca alla ricerca pertinente, per pertinenza di contenuti. Era una lettera autografa mai pubblicata prima. “Quella lettera mancava e nessuno sapeva dove era fi nita”. E’ stata una scoperta incredibile. All’epoca di Cartesio per sapere di più dovevi scrivere a Cartesio. Oggi “basta digitare le proprie domande”. La ricerca viene eseguita miliardi di volte al giorno in un battito di ciglia. Ma dalla ricerca vogliamo una risposta, non miliardi di pagine web.


Per questo esistono gli algoritmi, per trasformare le nostre domande nelle nostre risposte. Panda, Pinguino, Colibrì. Uno zoo con una funzione specifica:

  • mangiare i siti poveri di contenuto (Panda);
  • congelare directory che non sono altro che contenitori di link (Pinguino) e testi duplicati, criptati;
  • essere precisi e veloci nel rispondere alle tue domande (Colibrì).

I risultati delle ricerche sono sempre più personalizzati, puliti, pertinenti, ma il risultato della ricerca è un viaggio che inizia prima della digitazione; parte dalla scansione e dall’indicizzazione sul web. Alla base c’è la raccolta e l’organizzazione delle informazioni. Poi intervengono gli algoritmi. Gli algoritmi non sono che i processi informatici e le formule che trasformano le domande in risposte. In risposte sempre più puntuali, addirittura personalizzate.

È evidente come ci si stia allontanando dal concetto di keywords per muoversi verso quello della “richiesta vocale”. Colibrì entra nel campo della semantica, sconfina  nell’interpretazione del linguaggio naturale degli utenti. Possiamo discutere finché vogliamo se i criteri di Google siano corretti e “puri” al 100%. Ma fino a quandoGoogle è la porta d’ingresso indiscussa al web e fino a quando a guardia della portaci starà la sua fauna di algoritmi, nessun SEO specialist potrà esimersi dal risultaregradito ai Panda, Pinguini e Colibrì.